IL TEMPIO RYOAN-JI E L’ENIGMA DELLE 15 PIETRE




Anche quest’anno non potevamo passare per Kyoto e non visitare uno dei miei templi preferiti, il Ryoan-ji
Patrimonio dell’umanità dal 1994, in qualsiasi stagione lo si visiti, è possibile coglierne il fascino e l'atmosfera particolare che dire “zen” è quasi limitante. 


Lo si può sperimentare direttamente sul luogo attraverso il suo famoso giardino roccioso karesansui.

Il giardino viene concepito come un mezzo la cui osservazione supporta la meditazione, e per questo spesso si arricchisce di significati metafisici.

Quello del Ryōan-ji (edificato nel 1450 d.c.) è formato da un rettangolo di 248 metri quadrati, racchiuso da un muro e lo si può osservare dalla veranda dello hōjō, la residenza dell'abate del monastero. Presenta quindici pietre di grandezza differente disposte in cinque gruppi: un gruppo da cinque pietre, due gruppi da tre e due gruppi da due. Le pietre sono circondate da muschio e disposte in mezzo ad un pavimento di ghiaia rastrellato.
Il muro è stato costruito con creta bollita nell'olio: con il tempo l'olio ha formato delle tenui macchie che sprazzano la superficie, rispecchiando l'estetica dello wabi-sabi e dello shibui che celebra la bellezza semplice, calma, derivata dalle imperfezioni del tempo. L'olio serve per proteggere la superficie dalla luce che si riflette sui ciottoli bianchi. Inoltre il muro non è del tutto regolare: la faccia interna ha una base posta 80 centimetri più in alto di quella esterna, per renderlo più stabile; il muro ad ovest è più alto a nord (la zona più vicina allo spettatore) e diventa più basso andando verso sud, in questo modo si ottiene un effetto di maggiore profondità. Nel 1977 il tetto di tegole del muro è stato sostituito con uno di corteccia, come era in origine. 

Non occorre essere Buddhista per assaporare l’atmosfera celestiale del luogo. Raggiungere una pace interiore è desiderio di chi, sedendosi sui gradini di legno, riscaldati dal sole, a piedi scalzi ammira il giardino ruotando la testa da sinistra a destra e viceversa. L’ordine dei monaci Rinzai-shu, di cui fa parte il complesso, ritiene che solo chi raggiunge l’illuminazione è in grado di vedere tutte le quindici pietre contemporaneamente. 


Noi increduli di natura, ogni anno proviamo a risolvere l’enigma senza successo. In qualsiasi punto ci si sieda, non si riescono a contare se non al massimo 14 rocce. Ce nè sempre almeno una nascosta da un'altra.
Il giardino viene chiamato "giardino secco" in quanto, a differenza degli altri tipici giardini giapponesi è formato in prevalenza da pietre, ciottoli e muschio.

Nel stare seduti a contemplarlo, la mente può veramente spaziare in mille direzioni. C’è chi ci vede un mare (fatto di ciottoli bianchi) con le onde pettinate a dovere dal quale emergono delle isole (i famosi 15 sassi). Altri ci colgono un cielo di nuvole bianche dal quale sbucano le punte dei monti. 
Per altri ancora, rappresenta l’intero cosmo con l’emergere di 15 stelle. Personalmente, a me ricorda tanto un mare con delle isole, dove il muschio le circonda alla base fino a riempire parte della roccia. Alcuni sassi sembrano dei vulcani, pronti da un momento all’altro ad eruttare. 

L'interno dello hōjō è composto da una serie di stanze con tatami in cui è vietato entrare, ma dalle quali si può spiare dei pannelli decorativi (fusuma) che ritraggono un drago e il monte Kumgang.

Nonostante il giardino e lo hōjō costituiscano da soli l’attrazione principale del luogo, il complesso è immerso in un grande parco, al cui centro si trova un lago artificiale detto Kyoyōchi: il lago fu creato già nel XII secolo, quando il complesso ospitava una delle ville della famiglia Fujiwara. Un tempo questo giardino era famoso per le sue anatre mandarine, mentre oggi si possono vedere germani reali e aironi cenerini. 

Vicino al lato Ovest dello hōjō troviamo il butsuden (sala del Buddha), ossia la principale sala di culto. Al suo interno si trovano due altari: in quello di sinistra sono conservate le tavolette funerarie con il nome postumo di vari membri della famiglia imperiale, mentre in quello di destra sono conservate le tavolette funerarie dei precedenti abati del tempio. Il butsuden non è accessibile ai visitatori.

Vicino allo lato est dello hōjō si trova una stanza da tè chiamata zorokuan (蔵六庵). Secondo il sito ufficiale del tempio, il termine zoroku significa tartaruga (che comunemente in giapponese viene chiamata 亀 kame), che, nel buddhismo diviene simbolo della purificazione dalle illusioni provocate dai sei organi sensoriali, ossia gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente. La stanza fu costruita in periodo Edo ed è formata da quattro tatami divisi da un asse centrale in legno. Purtroppo non è accessibile ai visitatori.

Il giardino è sempre frequentatissimo, meglio andarci dopo le 16 ma prima delle 17 altrimenti chiude. Nonostante la folla, che scatta in simultanea miriadi di istantanee, il luogo magnetico cattura l’attenzione del visitatore e la folla radunata si trasforma in un piccolo brusio dietro le quinte. 

In primavera, gli alberi di ciliegio (sakura) dietro le mura, ad ogni colpo di vento si liberano dei petali che vengono trasportati su tutta la superficie del giardino e depositandosi sui ciottoli bianco latte sembrano dondolare come sulle onde del mare.  In autunno lasciano il posto alle foglie degli aceri, prima gialle, poi arancio ed infine rosse e non ti accorgi che ormai l’aria è già freschina. 

Anche la neve ci regala un paesaggio suggestivo trasformando il giardino in un campo nevoso con piccoli fiocchi quasi impercettibili. Un susseguirsi di emozionanti suggestioni che durano tutto l’anno. 






Capisco come sia diventato un luogo dove i monaci cercano l’illuminazione. Lontano dai rumori della città, in una pace immobile , infinita e imperturbabile è collocato tra le colline nel mezzo del percorso turistico tra il tempio kinkakuji e il ninna-ji, il tempio Ryoanji ci regala sempre delle forti emozioni. Non ci stancheremo mai di venire a Kyoto e farci un salto.







mappa: google

Orari:
da Marzo a Novembre 8:00a.m.-5:00p.m. 
da Dicembre a Febbraio 8:30.am-4:30p.m.

Ingresso: 500 yen (4 euro circa)

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