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martedì 29 gennaio 2019

HANAMI: quando partire per ammirare i sakura in fiore

ECCO LE PREVISIONI PER IL 2019





Lo abbiamo sempre detto, il periodo migliore per andare in Giappone è la primavera. Oltre al clima mite e piacevole, siamo lontani dalle piogge estive e dai freddi invernali. Ma sopratutto siamo nel periodo della fioritura dei ciliegi. 

Se avete in mente di organizzare un viaggio in Giappone, ecco le previsioni per quest'anno con le date di riferimento in cui ammirare i ciliegi in fiore.

Questa, ovviamente è una previsione...vi terremo aggiornati!!!








martedì 13 novembre 2018

茶の湯 O CHA NO YU - la cerimonia del the






Entriamo in un giardino apparentemente normale e un addetto ci indica di prendere dell'acqua tramite un mestolo di bamboo dalla bellissima fontanella in sasso e di purificarci prima di accedere. Camminiamo per il sentiero spostandoci a destra e a sinistra seguendo i sassi sul sentiero disposti in modo che ad ogni angolo è possibile ammirare un fiore o una pianta regolarmente curata come solo i giapponesi sanno fare. Man mano che proseguiamo i rumori della strada si fanno sempre più lontani fino ad arrivare ad una casetta chiamatachashitsu 茶室; la stanza del the. Dopo aver tolto le scarpe indossiamo i geta di legno e ci sediamo nell'ingresso denominato "nijiriguchi" 躙口.

Si respira un'atmosfera strana. Il tempo sembra bloccato e noi anch'essi siamo come intrappolati in quest'aurea di calma e silenzio.

Da una piccola porticina tanto bassa da doversi accovacciare entriamo nella stanza. La piccola porta simboleggia che qui siamo tutti uguali, senza distinzione di rango e tutti, per accedere, dobbiamo attraversarla in segno di rispetto. Il vapore dell'acqua calda esce dalla teiera appoggiata su un bracere in carbone il quale profumo si mescola con quello del sandalo dell'incenso proveniente dal koro allocato nel Tokonoma 床の間. In questo angolo è presente anche un dipinto kakejiku con delle bellissime carpe koi, soggetto estivo simbolo di vitalità.

Si apre una porta shoji in fondo alla stanza e inginocchiata appare la maestra con un bellissimo kimono azzurro. Inizia una serie di rituali e movenze particolari che ne evidenziano la grazia e la cura studiata del portamento. Ogni oggetto è valutato, maneggiato con cura e visionato in tutte le sue parti. Tramite un cucchiainochashaku il the verde matcha viene adagiato con delicatezza nella ciotolachawan. Dal contenitore Mizusashi un mestolo in bamboo Hishaku preleva dell'acqua che viene versata nel bollitore e poi nella tazza dove il the viene sbattuto con elegante energia tramite il frullino chasen in bamboo intagliato a mano. Non si tratta di un modo di servire il the, ma di una vera e propria arte. Tutti i pensieri nella testa scompaiono, siamo completamente rapiti dal cerimoniale fino a quando la maestra ci passa la tazza appoggiandola sul tatami. Delicato, leggermente amarognolo, ancora gira in tondo per via del movimento creato dal frullino. Accompagnato con un dolcettowagashi a forma di fiore, tanto dolce da mitigare l'amaro del the. La tazza è meravigliosa, materica sul fondo con dei fiori imperiali kiku decorati a mano. La maestra si ritira e veniamo accompagnati in giardino per poi rientrare. Ci viene servito un piccolo pranzo adagiato su una scatola laccataObento e ad ognuno viene consegnato un ripiano. In questa fase è possibile scambiare due chiacchere e confrontare i commenti sul cibo e sulla cerimonia. Dopo il pranzo proseguiamo per il giardino ammirando un angolo nasconto con un laghetto di cui era impossibile accorgersene prima. Le carpe nello stagno sono enormi e boccheggiano sul bordo quasi a reclamare anche loro un pò del cibo che abbiamo ricevuto.
Si rientra nella stanza del the dove ci viene proposto un altro rituale ancora più maestoso ma stavolta il the risulta meno forte e meno amaro e la tazza chawan è stata sostituita con una leggermente più grande ma di eguale bellezza. Sono trascorse quasi sei ore e non vorresti andar via. Un'esperienza spirituale di grande impatto che resterà per sempre nelle nostre menti.

Questa è stata la nostra prima autentica esperienza di Cerimonia del the. Anche se ovviamente in Giappone è molto più facile assistere alla versione più corta, un pò turistica, il cerimoniale lascia sempre stupito ogni ospite.

Abbiamo voluto dedicare il mese di novembre alla Cerimonia del the. Il Cha no yu (茶の湯), che letteralmente significa acqua calda per il the, è un rito sociale e spirituale praticato in Giappone e conosciuto in Occidente, infatti, come "Cerimonia del the". Si è già detto tanto sull'argomento e spesso si spaccia per cerimonia anche il semplice bere una tazza di the verde sbattuto, ma in realtà c'e' tutto un rituale che può durare anche una giornata intera. Questo rito, conosciuto anche come Chadō o Sadō, (茶道), "la via del the", risale al consumo che ne facevano i monaci che, viste le sue proprietà eccitanti, veniva spesso usato durante le lunghe ore di meditazione per aumentare la concentrazione e combattere la sonnolenza. La cerimonia che conosciamo oggi si è sviluppata interamente in Giappone ha un'origine antica, che risale al XVI secolo quando il monaco Sen No Rikyu ne "codificò" i canoni, sulla base di uno stile chiamatoWabi-cha. Nella visione giapponese il fine del rito non è il preparare e bere il the, ma questi ultimi sono solo un mezzo per raggiungere un'armonia con la natura e una pace interiore che favorisca la meditazione, come da tradizione zen.
Regole caratterizzate dalla semplicità e dalla sobrieta che a seconda delle stagioni cambia la posizione del kama (il bollitore). In autunno ed inverno è posto nel (爐, ro) la fornace, una buca di forma quadrata ricavata in uno dei tatami (畳) che formano il pavimento. In primavera ed estate si usa il (furo, 風爐), un braciere appoggiato direttamente sul tatami. Nel tipo di cerimonia più lunga e complessa, chiamata (茶事, chaji), viene servito un pasto in stile kaiseki (懐石), un the denso chiamato (濃茶, koicha) e per completare un altro the più leggero chiamato (薄茶, usucha). Si utilizza sempre il the matcha (抹茶), un the verde polverizzato che viene mescolato all'acqua calda con il (茶筅, chasen) , l'apposito frullino di bambù. Il the non è ottenuto per infusione, ma per sospensione, la polvere sciolta viene consumata insieme all'acqua.



Senza pretendere che ognuno di voi diventi un maestro della cerimonia, questo mese troverete suggeriti alcuni degli strumenti necessari per realizzare un the matcha, e perchè no cimentarvi un pò nell'arte del rituale...



Non vi resta che sedervi in un luogo tranquillo, accendere un incenso, prepararvi il vostro the e meditare....




martedì 25 settembre 2018

MA PERCHE' I GIAPPONESI PORTANO LA MASCHERINA?




Sin dai primi viaggi, siamo sempre stati circondati da giapponesi che indossavano sul viso una mascherina. Col passare del tempo, quella che sembrava una moda, in realtà si è rilevata una consuetudine. Un primo pensiero ci ha sempre fatto credere che l'utilizzo della mascherina servisse per proteggersi dallo smog cittadino, ma quando ci siamo recati in montagna o in paesini in campagna lontano, dal traffico della metropoli, la mascherina era ancora presente. Moda?


No, non è una moda, e non è nemmeno una paura di prendere qualche malattia contagiosa, anche se per i giapponesi il rispetto della collettività è importantissimo. Le mascherine non sono una moda in quanto ad indossarle sono persone di ogni età; dai bambini agli anziani.



La risposta più ovvia è a volte quella meno facile da immaginare.
Sia che sia di colore bianco o dipinta con le mode del momento (personaggi dei manga) la sua funzione è strettamente legata al rispetto. Il rispetto di tutelare gli altri quando si è malati. Sarebbe altamente considerato disdicevole attaccare malattie o microbi alle altre persone. Anche se la mascherina, in reltà non è sufficiente, è lo stumento per ottemperare a questo "dovere" cittadino.
Quindi non stupiamoci se sono tante le persone che la indossano, non c'e' nessuna epidemia in atto ma probabilmente solo un semplice raffreddore.
Magari potremmo lanciare in Italia questa "moda", almeno sui mezzi pubblici non prenderemmo gli starnuti altrui in faccia!



mercoledì 19 settembre 2018

HEIAN JINGU e LE MEMORIE di una GEISHA




Camminando per le vie della zona nord-est della città di Kyoto, quasi dal nulla spunta un enorme torii rosso. 
Una porta in legno nel bel mezzo della strada. Impossibile non vederla. Di fronte ad essa sorge il santuario Heian Jingu. Forse non è conosciutissimo tra i turisti ma se vi dicessimo che qui hanno girato la famosa scena del film “memorie di una geisha” vi ricordereste tutti della passeggiata sul ponticello con i sakura in fiore, dove Sayuki incontra il suo amato presidente pronto finalmente a condividere il resto dei giorni con lei.

Appena entrati ci colpisce la maestosità e la grandezza del luogo. Una miriade di sassi bianchi illumina tutta l’aria, quasi fai fatica a tenere gli occhi aperti. Sui 4 lati le strutture rosse e bianche buddiste fanno da corona a questo mare bianco di 33 mila metri quadri. Gli alberi di pino (matsu) ombreggiano solo i lati vicino all’ingresso. Una bellissima zona relax (e fumatori) dove poter ammirare la struttura intera. Si percepisce che qui c’e’ tanta storia. 


Anche noi prendiamo un bigliettino della fortuna e lo appendiamo alle strutture tra i tanti presenti. Un pensiero in più in questo immenso luccichio di fogliettini annodati. Si intravedono le colline adiacenti Kyoto, quelle che si illuminano di fuoco durante l’obon in agosto. Uno spettacolo nello spettacolo.
Importantissimo per gli abitanti in quanto ricorda i due grandi imperatori a cui è dedicato e anche per il fatto che incarna l’orgoglio dei giapponesi. Gli imperatori costituiscono, come tali, delle entità particolarmente riverite dell’immaginario popolare. Considerati come degli "dei" viventi fino a prima della Seconda Guerra mondiale, essi conservano spesso un ruolo anche dopo la morte. Così, anche l’Heian-jingu fu eretto in onore di un periodo particolarmente ricco della Storia giapponese, l’era Heian (794-1185), e del suo fondatore, il cinquantesimo imperatore del Giappone, Kammu (737-806).

L’inaugurazione ebbe luogo il 15 marzo 1895 in occasione del 1100° anniversario dalla fondazione di Kyoto. Il santuario Shinto riprende l’architettura del Chodo-in, la sala d’udienza del primo palazzo imperiale della città, sulle cui fondamenta si erge attualmente il centro di Kyoto. Il suo torii, portale rosso che indica l’ingresso nello spazio sacro, figura tra i più grandi del Giappone.

Nel 1940, gli abitanti di Kyoto decisero di erigere qui il luogo di venerazione dell’ultimo imperatore ad aver risieduto a Kyoto, Komei (1831-1867), che venne ad aggiungersi all’imperatore Kammu come divinità del santuario. Ogni anno, il 22 ottobre i giapponesi vengono da tutto il Paese per celebrare la loro Storia e queste due figure fondatrici della loro nazione, partecipando al Jidai Matsuri, il festival storico di Kyoto.
Tuttavia, del santuario si visita molto facilmente anche la restante parte dell’anno e seduce per la maestosità dei suoi edifici rossi e bianchi, e per il suo giardino. Quest'ultimo, tipico dell’era Meiji (1868-1912), ospita delle specie molto rare di tartarughe, ed è possibile nutrirle grazie ai venditori ambulanti d’alimenti specializzati, presenti attorno agli stagni. 

E’ proprio il giardino che ti lascia incantati. Lo scopri piano piano dopo un percorso tra i boschi e passaggi su ponticelli dove solo il rumore dell’acqua e delle cicale d’estate, echeggiano nell’aria. Il ponte di legno sembra sospeso nel lago. Qui ci piace sedersi e godere dell’aria ammirando tutto il paesaggio circostante a 360°.

Se siamo fortunati possiamo vedere uno dei tanti volatili, come ad esempio il martin, noto anche con il nome di “gioiello volante” per il suo meraviglioso colore blu lapislazzuli, il falcone, l’airone e la civetta che frequentano il santuario. Oggi, forse per il caldo, solo una gru ci ha deliziato del suo saluto. Carpe e tartarughe invece abbondano...e sono affamatissime!
Lasciamo Heian Jingu con uno spirito diverso. Consapevoli che non siamo noi il centro dell’universo ma che ne siamo sicuramente parte e, come tutti, abbiamo il nostro ruolo, piccolo ma importante.










Orario di apertura: 


state, 8:30 – 17:30;

1 marzo – 14 marzo, 1 settembre – 31 ottobre, 8:30 – 17:00;

1 novembre – 28 febbraio, 8:30 – 16:30.


Prezzo:

Biglietto intero per adulti: ¥600

Biglietto ridotto per ragazzi: ¥300



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